
Salmo 1 - Le due Vie
[1]Beato l'uomo che non segue il consiglio
degli empi, non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti; [2]ma
si compiace della legge del Signore, la sua
legge medita giorno e notte.
[3]Sarà come albero piantato lungo corsi
d'acqua, che darà frutto a suo tempo e le
sue foglie non cadranno mai; riusciranno
tutte le sue opere.
[4]Non così, non così gli empi: ma come
pula che il vento disperde;
[5]perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell'assemblea dei giusti.
[6]Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.
Salmo 4 - Preghiera della sera
[2]Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia
giustizia: dalle angosce mi hai liberato;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
[3]Fino a quando, o uomini, sarete duri di
cuore? Perché amate cose vane e cercate la
menzogna?
[4]Sappiate che il Signore fa prodigi per
il suo fedele: il Signore mi ascolta quando
lo invoco.
[5]Tremate e non peccate, sul vostro giaciglio
riflettete e placatevi. [6]Offrite sacrifici
di giustizia e confidate nel Signore. [7]Molti
dicono: <<Chi ci farà vedere il bene?>>.
Risplenda su di noi, Signore, la luce del
tuo volto. [8]Hai messo più gioia nel mio
cuore di quando abbondano vino e frumento.
[9]In pace mi corico e subito mi addormento:
tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.
Salmo 5 - Preghiera del mattino
[2]Porgi l'orecchio, Signore, alle mie parole:
intendi il mio lamento.
[3]Ascolta la voce del mio grido, o mio re
e mio Dio, perché ti prego, Signore.
[4]Al mattino ascolta la mia voce; fin dal
mattino t'invoco e sto in attesa.
[5]Tu non sei un Dio che si compiace del
male; presso di te il malvagio non trova
dimora; [6]gli stolti non sostengono il tuo
sguardo. Tu detesti chi fa il male, [7] fai
perire i bugiardi. Il Signore detesta sanguinari
e ingannatori.
[8]Ma io per la tua grande misericordia entrerò
nella tua casa; mi prostrerò con timore nel
tuo santo tempio.
[9]Signore, guidami con giustizia di fronte
ai miei nemici; spianami davanti il tuo cammino.
[10]Non c'è sincerità sulla loro bocca, è
pieno di perfidia il loro cuore; la loro
gola è un sepolcro aperto, la loro lingua
è tutta adulazione. [11]Condannali, o Dio,
soccombano alle loro trame, per tanti loro
delitti disperdili, perché a te si sono ribellati.
[12]Gioiscano quanti in te si rifugiano,
esultino senza fine. Tu li proteggi e in
te si allieteranno quanti amano il tuo nome.
[13]Signore, tu benedici il giusto: come
scudo lo copre la tua benevolenza.
Salmo 8 - Potenza del nome divino
[2]O Signore, nostro Dio, quanto è grande
il tuo nome su tutta la terra: sopra i cieli
si innalza la tua magnificenza.
[3]Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
[4]Se guardo il tuo cielo, opera delle tue
dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,
[5]che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?
[6]Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato: [7]gli
hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi; [8]tutti
i greggi e gli armenti, tutte le bestie della
campagna; [9]Gli uccelli del cielo e i pesci
del mare, che percorrono le vie del mare.
[10]O Signore, nostro Dio, quanto è grande
il tuo nome su tutta la terra.
Salmo 16 (15) - Il signore, mia parte di eredità
[1]Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
[2]Ho detto a Dio: <<Sei tu il mio
Signore, senza di te non ho alcun bene>>.
[3]Per i santi, che sono sulla terra, uomini
nobili, è tutto il mio amore.
[4]Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.
[5]Il Signore è mia parte di eredità e mio
calice: nelle tue mani è la mia vita.
[6]Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi,
è magnifica la mia eredità.
[7]Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
[8]Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.
[9]Di questo gioisce il mio cuore, esulta
la mia anima; anche il mio corpo riposa al
sicuro,
[10]perché non abbandonerai la mia vita nel
sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda
la corruzione.
[11]Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza, dolcezza
senza fine alla tua destra.
Salmo 23 (22) - Il buon pastore
[1]Il Signore è il mio pastore: non manco
di nulla; [2]su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
[3]Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del suo nome.
[4]Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con
me. Il tuo bastone e il tuo vincastro mi
danno sicurezza.
[5]Davanti a me tu prepari una mensa sotto
gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio
il mio capo. Il mio calice trabocca.
[6]Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita, e abiterò
nella casa del Signore per lunghissimi anni.
Salmo 27 (26) - Con Dio nessun timore
[1]Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura? Il Signore è difesa della
mia vita, di chi avrò timore?
[2]Quando mi assalgono i malvagi per straziarmi
la carne, sono essi, avversari e nemici,
a inciampare e cadere.
[3]Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme; se contro di me divampa
la battaglia, anche allora ho fiducia.
[4]Una cosa ho chiesto al Signore, questa
sola io cerco: abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita, per gustare
la dolcezza del Signore ed ammirare il suo
santuario.
[5]Egli mi offre un luogo di rifugio nel
giorno della sventura. Mi nasconde nel segreto
della sua dimora, mi solleva sulla rupe.
[6]E ora rialzo la testa sui nemici che mi
circondano; immolerò nella sua casa sacrifici
d'esultanza, inni di gioia canterò al Signore.
[7]Ascolta, Signore, la mia voce. Io grido:
abbi pietà di me! Rispondimi.
[8]Di te ha detto il mio cuore: <<Cercate
il suo volto>>; il tuo volto, Signore,
io cerco.
[9]Non nascondermi il tuo volto, non respingere
con ira il tuo servo. Sei tu il mio aiuto,
non lasciarmi, non abbandonarmi, Dio della
mia salvezza.
[10]Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
ma il Signore mi ha raccolto.
[11]Mostrami, Signore, la tua via, guidami
sul retto cammino, a causa dei miei nemici.
[12]Non espormi alla brama dei miei avversari;
contro di me sono insorti falsi testimoni
che spirano violenza.
[13]Sono certo di contemplare la bontà del
Signore nella terra dei viventi.
[14]Spera nel Signore, sii forte, si rinfranchi
il tuo cuore e spera nel Signore.
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Salmo 32 (31) - La confessione libera dal peccato
[1]Beato l'uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
[2]Beato l'uomo a cui Dio non imputa alcun
male e nel cui spirito non è inganno.
[3]Tacevo e si logoravano le mie ossa, mentre
gemevo tutto il giorno.
[4]Giorno e notte pesava su di me la tua
mano, come per arsura d'estate inaridiva
il mio vigore.
[5]Ti ho manifestato il mio peccato, non
ho tenuto nascosto il mio errore. Ho detto:
<<Confesserò al Signore le mie colpe>>
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.
Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico
e ho esultato perché lo colpiva la sventura,
io che non ho permesso alla mia lingua di
peccare, augurando la sua morte con imprecazioni?
non diceva forse la gente
della mia tenda: <<A chi non ha dato
delle sue carni per saziarsi?>>. All'aperto
non passava la notte lo straniero e al viandante
aprivo le mie porte. Non ho nascosto, alla
maniera degli uomini, la mia colpa, tenendo
celato il mio delitto in petto, come se temessi
molto la folla, e il disprezzo delle tribù
mi spaventasse, sì da starmene zitto senza
uscire di casa. Se contro di me grida la
mia terra e i suoi solchi piangono con essa;
se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori,
in luogo di frumento, getti spine, ed erbaccia
al posto dell'orzo. Oh, avessi uno che mi
ascoltasse! Ecco qui la mia firma! L'Onnipotente
mi risponda! Il documento scritto dal mio
avversario vorrei certo portarlo sulle mie
spalle e cingerlo come mio diadema! Il numero
dei miei passi gli manifesterei e mi presenterei
a lui come sovrano.
Capitolo XXXII
Quei tre uomini cessarono di rispondere a
Giobbe, perchè egli si riteneva giusto.
Allora si accese lo sdegno di Eliu, figlio
di Barachele il Buzita, della tribù di Ram.
Si accese di sdegno contro Giobbe, perché
pretendeva d'aver ragione di fronte a Dio;
si accese di sdegno anche contro i suoi tre
amici, perché non avevano trovato di che
rispondere, sebbene avessero dichiarato Giobbe
colpevole.
Però Eliu aveva aspettato, mentre essi parlavano
con Giobbe, perché erano più vecchi di lui
in età.
Quando dunque vide che sulla bocca di questi
tre uomini non vi era più alcuna risposta,
Eliu si accese di sdegno. Presa dunque la
parola, Eliu, figlio di Barachele il Buzita,
disse: Giovane io sono di anni e voi siete
già canuti; per questo ho esitato per rispetto
a manifestare a voi il mio sapere.
Pensavo: Parlerà l'età e i canuti insegneranno
la sapienza. Ma certo essa è un soffio nell'uomo;
l'ispirazione dell'Onnipotente lo fa intelligente.
Non sono i molti anni a dar la sapienza,
né sempre i vecchi distinguono ciò che è
giusto. Per questo io oso dire: Ascoltatemi;
anch'io esporrò il mio sapere.
Ecco, ho atteso le vostre parole, ho teso
l'orecchio ai vostri argomenti. Finché andavate
in cerca di argomenti su di voi fissai l'attenzione.
Ma ecco, nessuno ha potuto convincere Giobbe,
nessuno tra di voi risponde ai suoi detti.
Non dite: Noi abbiamo trovato la sapienza,
ma lo confuti Dio, non l'uomo! Egli non mi
ha rivolto parole, e io non gli risponderò
con le vostre parole. Sono vinti, non rispondono
più, mancano loro le parole.
Ho atteso, ma poiché non parlano più, poiché
stanno lì senza risposta, voglio anch'io
dire la mia parte, anch'io esporrò il mio
parere; mi sento infatti pieno di parole,
mi preme lo spirito che è dentro di me.
Ecco, dentro di me c'è come vino senza sfogo,
come vino che squarcia gli otri nuovi.
Parlerò e mi sfogherò, aprirò le labbra e
risponderò. Non guarderò in faccia ad alcuno,
non adulerò nessuno, perché io non so adulare:
altrimenti il mio creatore in breve mi eliminerebbe.
Capitolo XXXIII
Ascolta dunque, Giobbe, i miei discorsi,
ad ogni mia parola porgi l'orecchio.
Ecco, io apro la bocca, parla la mia lingua
entro il mio palato. Il mio cuore dirà sagge
parole e le mie labbra parleranno chiaramente.
Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio
dell'Onnipotente mi d vita.
Se puoi, rispondimi, prepàrati davanti a
me, st pronto. Ecco, io sono come te di fronte
a Dio e anch'io sono stato tratto dal fango:
ecco, nulla hai da temere da me, né graverò
su di te la mano. Non hai fatto che dire
ai miei orecchi e ho ben udito il suono dei
tuoi detti: <<Puro son io, senza peccato,
io sono mondo, non ho
colpa; ma egli contro di me trova pretesti
e mi stima suo nemico; pone in ceppi i miei
piedi e spia tutti i miei passi!>>.
Ecco, in questo ti rispondo: non hai ragione.
Dio è infatti più grande dell'uomo.
Perché ti lamenti di lui, se non risponde
ad ogni tua parola? Dio parla in un modo
o in un altro, ma non si fa attenzione. Parla
nel sogno, visione notturna, quando cade
il sopore sugli uomini e si addormentano
sul loro giaciglio; apre allora l'orecchio
degli uomini e con apparizioni li spaventa,
per distogliere l'uomo dal male e tenerlo
lontano dall'orgoglio, per prÜ= € >Salmo 91 (90)
[1]Tu che abiti al riparo dell'Altissimo
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
[2]dì al Signore: <<Mio rifugio e mia
fortezza, mio Dio, in cui confido>>.
[3]Egli ti libererà dal laccio del cacciatore,
dalla peste che distrugge.
[4]Ti coprirà con le sue penne sotto le sue
ali troverai rifugio.
[5]La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza;
non temerai i terrori della notte né la freccia
che vola di giorno,
[6]la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio
che devasta a mezzogiorno.
[7]Mille cadranno al tuo fianco e diecimila
alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire.
[8]Solo che tu guardi, con i tuoi occhi vedrai
il castigo degli empi.
[9]Poiché tuo rifugio è il Signore e hai
fatto dell'Altissimo la tua dimora,
[10]non ti potrà colpire la sventura, nessun
colpo cadrà sulla tua tenda.
[11]Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti
in tutti i tuoi passi.
[12]Sulle loro mani ti porteranno perché
non inciampi nella pietra il tuo piede.
[13]Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai
leoni e draghi.
[14]Lo salverò, perché a me si è affidato;
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio
nome.
[15]Mi invocherà e gli darò risposta; presso
di lui sarò nella sventura, lo salverò e
lo renderò glorioso.
[16]Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò
la mia salvezza.
Salmo 92 (91) - Cantico del giusto
[2]E` bello dar lode al Signore e cantare
al tuo nome, o Altissimo,
[3]annunziare al mattino il tuo amore, la
tua fedeltà lungo la notte,
[4]sull'arpa a dieci corde e sulla lira,
con canti sulla cetra.
[5]Poiché mi rallegri, Signore, con le tue
meraviglie, esulto per l'opera delle tue
mani.
[6]Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!
[7]L'uomo insensato non intende e lo stolto
non capisce:
[8]se i peccatori germogliano come l'erba
e fioriscono tutti i malfattori, li attende
una rovina eterna:
[ 9]ma tu sei l'eccelso per sempre, o Signore.
[10]Ecco, i tuoi nemici, o Signore, ecco,
i tuoi nemici periranno, saranno dispersi
tutti i malfattori.
[11]Tu mi doni la forza di un bùfalo, mi
cospargi di olio splendente.
[12]I miei occhi disprezzeranno i miei nemici,
e contro gli iniqui che mi assalgono i miei
orecchi udranno cose infauste.
[13]Il giusto fiorirà come palma, crescerà
come cedro del Libano;
[14]piantati nella casa del Signore, fioriranno
negli atri del nostro Dio.
[15]Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi,
[16]per annunziare quanto è retto il Signore:
mia roccia, in lui non c'è ingiustizia.
Salmo 100 (99) - Invito alla lode
[2]Acclamate al Signore, voi tutti della
terra, servite il Signore nella gioia, presentatevi
a lui con esultanza.
[3]Riconoscete che il Signore è Dio; egli
ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo
e gregge del suo pascolo.
[4]Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode, lodatelo,
benedite il suo nome;
[5]poiché buono è il Signore, eterna la sua
misericordia, la sua fedeltà per ogni generazione.
Salmo 102 (101) - preghiera nella sventura
[2]Signore, ascolta la mia preghiera, a te
giunga il mio grido.
[3]Non nascondermi il tuo volto; nel giorno
della mia angoscia piega verso di me l'orecchio.
Quando ti invoco: presto, rispondimi.
[4]Si dissolvono in fumo i miei giorni e
come brace ardono le mie ossa.
[5]Il mio cuore abbattuto come erba inaridisce,
dimentico di mangiare il mio pane.
[6]Per il lungo mio gemere aderisce la mia
pelle alle mie ossa.
[7]Sono simile al pellicano del deserto,
sono come un gufo tra le rovine.
[8]Veglio e gemo come uccello solitario sopra
un tetto.
[9]Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro il mio nome.
[10]Di cenere mi nutro come di pane, alla
mia bevanda mescolo il pianto,
[11]davanti alla tua collera e al tuo sdegno,
perché mi sollevi e mi scagli lontano.
[12]I miei giorni sono come ombra che declina,
e io come erba inaridisco.
[13]Ma tu, Signore, rimani in eterno, il
tuo ricordo per ogni generazione.
[14]Tu sorgerai, avrai pietà di Sion, perché
è tempo di usarle misericordia: l'ora è giunta.
[15]Poiché ai tuoi servi sono care le sue
pietre e li muove a pietà la sua rovina.
[16]I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
[17]quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
[18]Egli si volge alla preghiera del misero
e non disprezza la sua supplica.
[19]Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore.
[20]Il Signore si è affacciato dall'alto
del suo santuario, dal cielo ha guardato
la terra,
[21]per ascoltare il gemito del prigioniero,
per liberare i condannati a morte;
[22]perché sia annunziato in Sion il nome
del Signore e la sua lode in Gerusalemme,
[23]quando si aduneranno insieme i popoli
e i regni per servire il Signore.
[24]Ha fiaccato per via la mia forza, ha
abbreviato i miei giorni.
[25]Io dico: Mio Dio, non rapirmi a metà
dei miei giorni; i tuoi anni durano per ogni
generazione.
[26]In principio tu hai fondato la terra,
i cieli sono opera delle tue mani.
[27]Essi periranno, ma tu rimani, tutti si
logorano come veste, come un abito tu li
muterai ed essi passeranno.
[28]Ma tu resti lo stesso e i tuoi anni non
hanno fine.
[29]I figli dei tuoi servi avranno una dimora,
resterà salda davanti a te la loro discendenza.
Salmo 103 (102) - Dio è amore
[1] Benedici il Signore, anima mia, quanto
è in me benedica il suo santo nome.
[2]Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare
tanti suoi benefici.
[3]Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce
tutte le tue malattie;
[4]salva dalla fossa la tua vita, ti corona
di grazia e di misericordia;
[5]egli sazia di beni i tuoi giorni e tu
rinnovi come aquila la tua giovinezza.
[6]Il Signore agisce con giustizia e con
diritto verso tutti gli oppressi.
[7]Ha rivelato a Mosè le sue vie, ai figli
d'Israele le sue opere.
[8]Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira
e grande nell'amore.
[9]Egli non continua a contestare e non conserva
per sempre il suo sdegno.
[10]Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.
[11]Come il cielo è alto sulla terra, così
è grande la sua misericordia su quanti lo
temono;
[12]come dista l'oriente dall'occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.
[13]Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.
[14]Perché egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
[15]Come l'erba sono i giorni dell'uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
[16]Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.
[17]Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono; la sua
giustizia per i figli dei figli,
[18]per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.
[19]Il Signore ha stabilito nel cielo il
suo trono e il suo regno abbraccia l'universo.
[20]Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi, pronti
alla voce della sua parola.
[21]Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.
[22]Benedite il Signore, voi tutte opere
sue, in ogni luogo del suo dominio. Benedici
il Signore, anima mia.
Salmo 121 (120) - Il custode di israele
[1] Alzo gli occhi verso i monti: da dove
mi verrà l'aiuto?
[2]Il mio aiuto viene dal Signore, che ha
fatto cielo ONT pane,
senza che ne mangiasse l'orfano, poiché Dio,
come un padre, mi ha allevato fin dall'infanzia
e fin dal ventre di mia madre mi ha guidato.
Se mai ho visto un misero privo di vesti
o un povero che non aveva di che coprirsi,
se non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi,
o con la lana dei miei agnelli non si è riscaldato;
se contro un innocente ho alzato la mano,
perché vedevo alla porta chi mi spalleggiava,
mi si stacchi la spalla dalla nuca e si rompa
al gomito il mio braccio, perché mi incute
timore la mano di Dio e davanti alla sua
maestà non posso resistere.
Se ho riposto la mia speranza nell'oro e
all'oro fino ho detto: <<Tu sei la
mia fiducia>>; se godevo perché grandi
erano i miei beni e guadagnava molto la mia
mano; se vedendo il sole risplendere e la
luna chiara avanzare, si è lasciato sedurre
in segreto il mio cuore e con la mano alla
bocca ho mandato un bacio, anche questo sarebbe
stato un delitto da tribunale, perché avrei
rinnegato Dio che sta in alto.
Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico
e ho esultato perché lo colpiva la sventura,
io che non ho permesso alla mia lingua di
peccare, augurando la sua morte con imprecazioni?
non diceva forse la gente
della mia tenda: <<A chi non ha dato
delle sue carni per saziarsi?>>. All'aperto
non passava la notte lo straniero e al viandante
aprivo le mie porte. Non ho nascosto, alla
maniera degli uomini, la mia colpa, tenendo
celato il mio delitto in petto, come se temessi
molto la folla, e il disprezzo delle tribù
mi spaventasse, sì da starmene zitto senza
uscire di casa. Se contro di me grida la
mia terra e i suoi solchi piangono con essa;
se ho mangiato il suo frutto senza pagare
e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori,
in luogo di frumento, getti spine, ed erbaccia
al posto dell'orzo. Oh, avessi uno che mi
ascoltasse! Ecco qui la mia firma! L'Onnipotente
mi risponda! Il documento scritto dal mio
avversario vorrei certo portarlo sulle mie
spalle e cingerlo come mio diadema! Il numero
dei miei passi gli manifesterei e mi presenterei
a lui come sovrano.
Capitolo XXXII
Quei tre uomini cessarono di rispondere a
Giobbe, perchè egli si riteneva giusto.
Allora si accese lo sdegno di Eliu, figlio
di Barachele il Buzita, della tribù di Ram.
Si accese di sdegno contro Giobbe, perché
pretendeva d'aver ragione di fronte a Dio;
si accese di sdegno anche contro i suoi tre
amici, perché non avevano trovato di che
rispondere, sebbene avessero dichiarato Giobbe
colpevole.
Però Eliu aveva aspettato, mentre essi parlavano
con Giobbe, perché erano più vecchi di lui
in età.
Quando dunque vide che sulla bocca di questi
tre uomini non vi era più alcuna risposta,
Eliu si accese di sdegno. Presa dunque la
parola, Eliu, figlio di Barachele il Buzita,
disse: Giovane io sono di anni e voi siete
già canuti; per questo ho esitato per rispetto
a manifestare a voi il mio sapere.
Pensavo: Parlerà l'età e i canuti insegneranno
la sapienza. Ma certo essa è un soffio nell'uomo;
l'ispirazione dell'Onnipotente lo fa intelligente.
Non sono i molti anni a dar la sapienza,
né sempre i vecchi distinguono ciò che è
giusto. Per questo io oso dire: Ascoltatemi;
anch'io esporrò il mio sapere.
Ecco, ho atteso le vostre parole, ho teso
l'orecchio ai vostri argomenti. Finché andavate
in cerca di argomenti su di voi fissai l'attenzione.
Ma ecco, nessuno ha potuto convincere Giobbe,
nessuno tra di voi risponde ai suoi detti.
Non dite: Noi abbiamo trovato la sapienza,
ma lo confuti Dio, non l'uomo! Egli non mi
ha rivolto parole, e io non gli risponderò
con le vostre parole. Sono vinti, non rispondono
più, mancano loro le parole.
Ho atteso, ma poiché non parlano più, poiché
stanno lì senza risposta, voglio anch'io
dire la mia parte, anch'io esporrò il mio
parere; mi sento infatti pieno di parole,
mi preme lo spirito che è dentro di me.
Ecco, dentro di me c'è come vino senza sfogo,
come vino che squarcia gli otri nuovi.
Parlerò e mi sfogherò, aprirò le labbra e
risponderò. Non guarderò in faccia ad alcuno,
non adulerò nessuno, perché io non so adulare:
altrimenti il mio creatore in breve mi eliminerebbe.
Capitolo XXXIII
Ascolta dunque, Giobbe, i miei discorsi,
ad ogni mia parola porgi l'orecchio.
Ecco, io apro la bocca, parla la mia lingua
entro il mio palato. Il mio cuore dirà sagge
parole e le mie labbra parleranno chiaramente.
Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio
dell'Onnipotente mi d vita.
Se puoi, rispondimi, prepàrati davanti a
me, st pronto. Ecco, io sono come te di fronte
a Dio e anch'io sono stato tratto dal fango:
ecco, nulla hai da temere da me, né graverò
su di te la mano. Non hai fatto che dire
ai miei orecchi e ho ben udito il suono dei
tuoi detti: <<Puro son io, senza peccato,
io sono mondo, non ho
colpa; ma egli contro di me trova pretesti
e mi stima suo nemico; pone in ceppi i miei
piedi e spia tutti i miei passi!>>.
Ecco, in questo ti rispondo: non hai ragione.
Dio è infatti più grande dell'uomo.
Perché ti lamenti di lui, se non risponde
ad ogni tua parola? Dio parla in un modo
o in un altro, ma non si fa attenzione. Parla
nel sogno, visione nottur