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Cap. 1
[4] La sapienza non entra in un'anima che
opera il male né abita in un corpo schiavo
del peccato.
[5] Il santo spirito che ammaestra rifugge
dalla finzione, se ne sta lontano dai discorsi
insensati, è cacciato al sopraggiungere dell'ingiustizia.
[7] Lo spirito del Signore riempie l'universo
e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce.
[11] Guardatevi da un vano mormorare, preservate
la lingua dalla maldicenza, perché neppure
una parola segreta sarà senza effetto, una
bocca menzognera uccide l'anima.
[13] Dio non ha creato la morte e non gode
per la rovina dei viventi.
Cap. 2
[1] Gli empi dicono: <<La nostra vita
è breve e triste. [2] Siamo nati per caso
e dopo saremo come se non fossimo stati.
E` un fumo il soffio delle nostre narici,
il pensiero è una scintilla nel palpito del
nostro cuore. [3] Una volta spentasi questa,
il corpo diventerà cenere e lo spirito si
dissiperà come aria leggera. [4] Il nostro
nome sarà dimenticato con il tempo e nessuno
si ricorderà delle nostre opere. La nostra
vita passerà come le tracce di una nube,
si disperderà come nebbia scacciata dai raggi
del sole e disciolta dal calore. [5] La nostra
esistenza è il passare di un'ombra e non
c'è ritorno alla nostra morte. [6] Godiamoci
i beni presenti, facciamo uso delle creature
con ardore giovanile! [7] Inebriamoci di
vino e di profumi, non lasciamoci sfuggire
il fiore della primavera, [8] coroniamoci
di boccioli di rose prima che avvizziscano
[10] Spadroneggiamo sul giusto povero, non
risparmiamo le vedove, nessun riguardo per
la canizie ricca d'anni del vecchio.
[12] Tendiamo insidie al giusto, perché ci
è di imbarazzo ed è contrario alle nostre
azioni.
[16] Moneta falsa siamo da lui considerati,
schiva le nostre abitudini come immondezze.
Proclama beata la fine dei giusti e si vanta
di aver Dio per padre.
[17] Vediamo se le sue parole sono vere;
proviamo ciò che gli accadrà alla fine.
[18] Se il giusto è figlio di Dio, egli l'assisterà,
e lo libererà dalle mani dei suoi avversari.
[19] Mettiamolo alla prova con insulti e
tormenti, per conoscere la mitezza del suo
carattere e saggiare la sua rassegnazione.
[20] Condanniamolo a una morte infame, perché
secondo le sue parole il soccorso gli verrà>>.
[21] La pensano così, ma si sbagliano; la
loro malizia li ha accecati. [22] perché
non conoscono i segreti di Dio.
Cap. 3
[1] Le anime dei giusti sono nelle mani di
Dio, nessun tormento le toccherà.
[2] Agli occhi degli stolti parve che morissero;
ma essi sono nella pace.
[5] Per una breve pena riceveranno grandi
benefici. Dio li ha provati e li ha trovati
degni di sé: [6] li ha saggiati come oro
nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto.
[7] Nel giorno del giudizio risplenderanno;
come scintille nella stoppia, correranno
qua e là.
[9] Quanti confidano in lui comprenderanno
la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno
presso di lui nell'amore, perché grazia e
misericordia sono riservate ai suoi eletti.
[10] Ma gli empi per i loro pensieri riceveranno
il castigo, perchè hanno disprezzato il giusto
e si son ribellati al Signore.
[11] Chi disprezza la sapienza. Vana la loro
speranza e inutili le opere loro.
[12] Le loro mogli sono insensate, cattivi
i loro figli, maledetta la loro progenie.
Cap. 4
[7] Il giusto, anche se muore prematuramente,
troverà riposo.
[8] Vecchiaia veneranda non è la longevità,
né si calcola dal numero degli anni;
[9] ma la canizie per gli uomini sta nella
sapienza; e un'età senile è una vita senza
macchia.
[10] Divenuto caro a Dio, fu amato da lui
e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito.
[11] Fu rapito, perché la malizia non ne
mutasse i sentimenti o l'inganno non ne traviasse
l'animo,
[13] Giunto in breve alla perfezione, ha
compiuto una lunga carriera.
[16] Il giusto defunto condanna gli empi
ancora in vita; una giovinezza, giunta in
breve alla perfezione, condanna la lunga
vecchiaia dell'ingiusto.
[17] Le folle vedranno la fine del saggio,
ma non capiranno ciò che Dio ha deciso a
suo riguardo né in vista di che cosa il Signore
l'ha posto al sicuro.
Cap. 5
[1] Allora il giusto starà con grande fiducia
di fronte a quanti lo hanno oppresso e a
quanti hanno disprezzato le sue sofferenze.
[2] Costoro vedendolo saranno presi da stupore
per la sua salvezza inattesa.
[3] Pentiti, diranno fra di loro, gemendo
nello spirito tormentato: [4] <<Ecco
colui che noi una volta abbiamo deriso e
che stolti abbiamo preso a bersaglio del
nostro scherno. [5] Perché ora è considerato
tra i figli di Dio e condivide la sorte dei
santi?
[6] Abbiamo dunque deviato dal cammino della
verità; la luce della giustizia non è brillata
per noi, né mai per noi si è alzato il sole.
[7] Ci siamo saziati nelle vie del male e
della perdizione; abbiamo percorso deserti
impraticabili, ma non abbiamo conosciuto
la via del Signore.
[8] Che cosa ci ha giovato la superbia? Che
cosa ci ha portato la ricchezza con la spavalderia?
[9] Tutto questo è passato come ombra e come
notizia fugace, [10] come una nave che solca
l'onda agitata, del cui passaggio non si
può trovare traccia, né scia della sua carena
sui flutti; [11] oppure come un uccello che
vola per l'aria e non si trova alcun segno
della sua corsa, poiché l'aria leggera, percossa
dal tocco delle penne e divisa dall'impeto
vigoroso, è attraversata dalle ali in movimento,
ma dopo non si trova segno del suo passaggio;
[12] o come quando, scoccata una freccia
al bersaglio, l'aria si divide e ritorna
subito su se stessa e così non si può distinguere
il suo tragitto: [13] così anche noi, appena
nati, siamo già scomparsi, non abbiamo avuto
alcun segno di virtù da mostrare; siamo stati
consumati nella nostra malvagità>>.
[14] La speranza dell'empio è come pula portata
dal vento, come schiuma leggera sospinta
dalla tempesta, come fumo dal vento è dispersa,
si dilegua come il ricordo dell'ospite di
un sol giorno.
[15] I giusti al contrario vivono per sempre,
la loro ricompensa è presso il Signore e
l'Altissimo ha cura di loro.
Cap. 6
[1] Ascoltate, o re, e cercate di comprendere;
imparate, governanti di tutta la terra.
[2] Porgete l'orecchio, voi che dominate
le moltitudini e siete orgogliosi per il
gran numero dei vostri popoli. [3] La vostra
sovranità proviene dal Signore; la vostra
potenza dall'Altissimo, il quale esaminerà
le vostre opere e scruterà i vostri propositi.
[6] L'inferiore è meritevole di pietà, ma
i potenti saranno esaminati con rigore.
[7] Il Signore di tutti non si ritira davanti
a nessuno, non ha soggezione della grandezza,
perché egli ha creato il piccolo e il grande
e si cura ugualmente di tutti.
[8] Ma sui potenti sovrasta un'indagine rigorosa.
[10] Chi custodisce santamente le cose sante
sarà santificato e chi si è istruito in esse
vi troverà una difesa.
[11] Desiderate, pertanto, le mie parole;
bramatele e ne riceverete istruzione.
[12] La sapienza è radiosa e indefettibile,
contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque
la ricerca.
[13] Previene, per farsi conoscere, quanti
la desiderano.
[14] Chi si leva per essa di buon mattino
non faticherà, la troverà seduta alla sua
porta.
[15] Riflettere su di essa è perfezione di
saggezza, chi veglia per lei sarà presto
senza affanni.
[16] Essa medesima va in cerca di quanti
sono degni di lei, appare loro ben disposta
per le strade, va loro incontro con ogni
benevolenza.
[17] Suo principio assai sincero è il desiderio
d'istruzione; la cura d gli altri;
[19] non sono tanto belli da invogliarsene,
come capita per l'aspetto di altri animali,
e non hanno avuto la lode e la benedizione
di Dio.
Cap. 16
[1] Per questo furono giustamente puniti
con esseri simili e tormentati da numerose
bestiole.
[2] Invece di tale castigo, tu beneficasti
il tuo popolo; per appagarne il forte appetito
gli preparasti un cibo di gusto squisito,
le quaglie.
[3] Gli egiziani infatti, sebbene bramosi
di cibo, disgustati dagli animali inviati
contro di loro perdettero anche il naturale
appetito; questi invece, dopo una breve privazione,
gustarono un cibo squisito.
[4] Era necessario che a quegli avversari
venisse addosso una carestia inevitabile
e che a questi si mostrasse soltanto come
erano tormentati i loro nemici.
[5] Quando infatti li assalì il terribile
furore delle bestie e perirono per i morsi
di tortuosi serpenti, la tua collera non
durò sino alla fine.
[6] Per correzione furono spaventati per
breve tempo, avendo gia avuto un pegno di
salvezza a ricordare loro i decreti della
tua legge.
[7] Infatti chi si volgeva a guardarlo era
salvato non da quel che vedeva, ma solo da
te, salvatore di tutti.
[8] Anche con ciò convincesti i nostri nemici
che tu sei colui che libera da ogni male.
[9] Gli egiziani infatti furono uccisi dai
morsi di cavallette e di mosche, né si trovò
un rimedio per la loro vita, meritando di
essere puniti con tali mezzi.
[10] Invece contro i tuoi figli neppure i
denti di serpenti velenosi prevalsero, perché
intervenne la tua misericordia a guarirli.
[11] Perché ricordassero le tue parole, feriti
dai morsi, erano subito guariti, per timore
che, caduti in un profondo oblio, fossero
esclusi dai tuoi benefici.
[12] Non li guarì né un'erba né un emolliente,
ma la tua parola, o Signore, la quale tutto
risana.
[13] Tu infatti hai potere sulla vita e sulla
morte; conduci giù alle porte degli inferi
e fai risalire.
[14] L'uomo può uccidere nella sua malvagità,
ma non far tornare uno spirito già esalato,
né liberare un'anima già accolta negli inferi.
[15] E` impossibile sfuggire alla tua mano:
[16] gli empi, che rifiutavano di conoscerti,
furono colpiti con la forza del tuo braccio,
perseguitati da strane piogge e da grandine,
da acquazzoni travolgenti, e divorati dal
fuoco.
[17] E, cosa più strana, l'acqua che tutto
spegne ravvivava sempre più il fuoco: l'universo
si fa alleato dei giusti.
[18] Talvolta la fiamma si attenuava per
non bruciare gli animali inviati contro gli
empi e per far loro comprendere a tal vista
che erano incalzati dal giudizio di Dio.
[19] Altre volte anche in mezzo all'acqua
la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco
per distruggere i germogli di una terra iniqua.
[20] Invece sfamasti il tuo popolo con un
cibo degli angeli, dal cielo offristi loro
un pane gia pronto senza fatica, capace di
procurare ogni delizia e soddisfare ogni
gusto.
[21] Questo tuo alimento manifestava la tua
dolcezza verso i tuoi figli; esso si adattava
al gusto di chi l'inghiottiva e si trasformava
in ciò che ognuno desiderava.
[24] La creazione infatti a te suo creatore
obbedendo, si irrigidisce per punire gli
ingiusti, ma s'addolcisce a favore di quanti
confidano in te.
[25] Per questo anche allora, adattandosi
a tutto, serviva alla tua liberalità che
tutti alimenta, secondo il desiderio di chi
era nel bisogno, [26] perché i tuoi figli,
che ami, o Signore, capissero che non le
diverse specie di frutti nutrono l'uomo,
ma la tua parola conserva coloro che credono
in te.
[27] Ciò che infatti non era stato distrutto
dal fuoco si scioglieva appena scaldato da
un breve raggio di sole,
[28] perché fosse noto che si deve prevenire
il sole per renderti grazie e pregarti allo
spuntare della luce,
[29] poiché la speranza dell'ingrato si scioglierà
come brina invernale e si disperderà come
un'acqua inutilizzabile.
Cap. 17
[1] I tuoi giudizi sono grandi e difficili
da spiegare, per questo le anime grossolane
furono tratte in errore.
[2] Gli iniqui credendo di dominare il popolo
santo, incatenati nelle tenebre e prigionieri
di una lunga notte, chiusi nelle case, giacevano
esclusi dalla provvidenza eterna.
[3] Credendo di restare nascosti con i loro
peccati segreti, sotto il velo opaco dell'oblio,
furono dispersi, colpiti da spavento terribile
e tutti agitati da fantasmi.
[4] Neppure il nascondiglio in cui si trovavano
li preservò dal timore, ma suoni spaventosi
rimbombavano intorno a loro, fantasmi lugubri
dai volti tristi apparivano.
[5] Nessun fuoco, per quanto intenso riusciva
a far luce, neppure le luci splendenti degli
astri riuscivano a rischiarare quella cupa
notte.
[6] Appariva loro solo una massa di fuoco,
improvvisa, spaventosa; atterriti da quella
fugace visione, credevano ancora peggiori
le cose viste.
[7] Fallivano i ritrovati della magia, e
la loro baldanzosa pretesa di sapienza.
[8] Promettevano di cacciare timori e inquietudini
dall'anima malata, e cadevano malati per
uno spavento ridicolo.
[9] Anche se nulla di spaventoso li atterriva,
spaventati al passare delle bestiole e ai
sibili dei rettili, morivano di tremore,
rifiutando persino di guardare l'aria, a
cui nessuno può sottrarsi.
[10] La malvagità condannata dalla propria
testimonianza è qualcosa di vile e oppressa
dalla coscienza presume sempre il peggio.
[11] Il timore infatti non è altro che rinunzia
agli aiuti della ragione; [12] quanto meno
nell'intimo ci si aspetta da essi, tanto
più grave si stima l'ignoranza della causa
che produce il tormento.
[13] Ma essi durante tale notte davvero impotente,
uscita dai recessi impenetrabili degli inferi
senza potere, intorpiditi da un medesimo
sonno, [14] ora erano agitati da fantasmi
mostruosi, ora paralizzati per l'abbattimento
dell'anima; poiché un terrore improvviso
e inaspettato si era riversato su di loro.
[15] Così chiunque, cadendo là dove si trovava,
era custodito chiuso in un carcere senza
serrami, [16] fosse un agricoltore o un pastore
o un operaio impegnato in lavori in luoghi
solitari, sorpreso cadeva sotto la necessità
ineluttabile, perché tutti erano legati dalla
stessa catena di tenebre.
[17] Il sibilare del vento, il canto melodioso
di uccelli tra folti rami, il mormorio di
impetuosa acqua corrente, il cupo fragore
di rocce cadenti, [18] la corsa invisibile
di animali imbizzarriti, le urla di crudelissime
belve ruggenti, l'eco ripercossa delle cavità
dei monti, tutto li paralizzava e li riempiva
di terrore.
[19] Tutto il mondo era illuminato di luce
splendente ed ognuno era dedito ai suoi lavori
senza impedimento.
[20] Soltanto su di essi si stendeva una
notte profonda, immagine della tenebra che
li avrebbe avvolti; ma erano a se stessi
più gravosi della tenebra.
Cap. 18
[1] Per i tuoi santi risplendeva una luce
vivissima; essi invece, sentendone le voci,
senza vederne l'aspetto. li proclamavano
beati, perchè non avevano come loro sofferto
[2] ed erano loro grati perché, offesi per
primi, non facevano loro del male e imploravano
perdono d'essere stati loro nemici.
[3] Invece delle tenebre desti loro una colonna
di fuoco, come guida in un viaggio sconosciuto
e come un sole innocuo per il glorioso emigrare.
[4] Erano degni di essere privati della luce
e di essere imprigionati nelle tenebre quelli
che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi
figli, per mezzo dei quali la luce incorruttibile
della legge doveva esser concessa al mondo.
[5] Poiché essi avevano deciso di uccidere
i neonati dei santi e un solo bambino fu
esposto e salvato per castigo eliminasti
una moltitudine di loro figli e li facesti
perire tutti insieme nell'acqua impetuosa.
[6] Quella notte fu preannunziata ai nostri
padri, perché sapendo a quali promesse avevano
creduto, stessero di buon animo.
[7] Il tuo popolo si attendeva la salvezza
dei giusti come lo sterminio dei nemici.
[8] Difatti come punisti gli avversari, così
ci rendesti gloriosi, chiamandoci a te.
[9] I figli santi dei giusti offrivano sacrifici
in segreto e si imposero, concordi, questa
legge divina: i santi avrebbero partecipato
ugualmente ai beni e ai pericoli, intonando
prima i canti di lode dei padri.
[10] Faceva eco il grido confuso dei nemici
e si diffondeva il lamento di quanti piang