I Pontefici della Chiesa Cattolica
dal 1800 ad oggi







PAPA PIO VII

Pio VII, al secolo Gregorio Luigi Barnaba Chiaramonti nasce a Cesena, Forlì nel 1740
e muore a Roma nel1823.
Come successore di Papa Pio VI siede sulla cattedra di Pietro dal 1800 al 1823.



PAPA LEONE XII

Leone XII, al secolo Annibale Sermattei della Genga nasce a Genga, Ancona nel 1760
e muore a Roma nel 1829.
Viene ordinato sacerdote nel 1783, diviene vescovo di Tiro, nunzio a Lucerna e a Colonia;
nle 1805 viene inviato alla Dieta germanica. E' nunzio a Monaco e a Parigi tra il 1808
ed il 1814.
E' creato cardinale nel 1816 e vicario di Roma nel 1820.
Nel 1823 succede a Pio VII.
Nel 1825 proclama un grande giubileo.
Il suo pontificato è improntato ad un rigido conservatorismo: promuove le repressioni del movimento settario romagnolo, condotte dal cardinale A. Rivarola e da monsignor Invernizzi, permette le condanne a morte di A. Targhini e L. Montanari, affiliati alla carboneria.
Di vedute più larghe in politica estera, riconosce l'indipendenza delle colonie spagnole in America.
Promuove la cancellazione dall'Indice delle opere di Galileo Galilei.



PAPA PIO VIII

Pio VIII, al secolo Francesco Saverio Castiglioni nasce a Cingoli, Macerata nel 1761 e
muore a Roma nel 1830.
Come successore di Papa Leone XII, siede sul soglio di Pietro dal 1829 al 1830.



PAPA GREGORIO XVI

Gregorio XVI, al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari nasce a Belluno nel 1765 e muore a Roma nel 1846.
Frate camaldolese dal 1783, ottiene con l'opera "Il trionfo della Santa Sede" pubblicato nel 1799,dove ipotizza il principio dell'infallibilità del Papa.
Nel 1814 viene chiamato a Roma, nel 1823 diviene vicario generale dell'Ordine dei camaldolesi e nel 1826 è creato cardinale .
Succede a Papa Pio VIII, nel febbraio 1831, dopo un lungo conclave.
Il suo papato viene turbato dai moti liberali nello Stato della Chiesa.
In materia dottrinale, condanna il cattolicesimo liberale di F. R. de Lamennais, con
un' enciclica promulgata nel 1832 "Mirari vos".
Nel corso del suo pontificato ha dato nuovo impulso all'attività missionaria.



PAPA PIO IX

Pio IX, al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti naasce a Senigallia, Ancona nel 1792 e
muore a Roma nel 1878.
Naasce da nobile famiglia e nel 1819 diventa sacerdote.
Si trasferisce presso la curia romana.
Nel 1823-25 si reca in Cile al seguito del nunzio G. Muzi.
Nel 1827 è canonico a Roma , nel 1831vescovo di Spoleto e nel 1832 vescovo di Imola.
Nel 1840 viene nominato cardinale.
Nel conclave del 15-16.6.1846succede a Papa Gregorio XVI.
I suoi primi atti e l'"Editto del perdono" (amnistia per idetenuti politici) suscitano le
speranze dei liberali italiani. Lo reputano in grado di attuare l'unificazione dell'Italia sotto
un regime liberale ed alcune sue riforme fra il marzo e il dicembre 1847 sono interpretate come una presa di posizione contro le ingerenze straniere in Italia.
Il suo atteggiamento aperto da impulso ai movimenti liberali all'interno dello Stato Pontificio.
Il papa esita a concedere uno Statuto, che viene varato solo il 14.3.1848, sull'esempio dei governi piemontese, toscano e napoletano.
Scende in campo nella guerra austro-piemontese del 1848; dopo aver mostrato simpatie per il Piemonte e aver consentito la partenza di volontari, il 29 aprile 1848 proclama la sua neutralità, appoggia l'Austria e provoca il crollo delle illusioni liberali.
I confusi avvenimenti che si succedono lo spingono verso una s posizione conservatrice.
In dicembre, rifiuta di appoggiare il governo democratico Muzzatelli-Galletti,e sotto la protezione del re di Napoli fugge a Gaeta, da dove, tra il febbraio ed il luglio del 1849,assistette alla nascita e al crollo della Repubblica Romana.
Grazie all'intervento delle truppe francesi,nell'aprile del1850 rientra a Roma.
La difesa della legittimità del potere temporale della Chiesa sui suoi territori lo porta a una decisa ostilità contro l'unificazione dell'Italia ma perde ugualmente nel 1859 l'Emilia e la Romagna, nel 1860 le Marche e l'Umbria ed infine, nel 1870, il Lazio e Roma.
Si rifugia a Castel Sant'Angelo, nel 1971 con l'enciclica "Ubi nos" rifiuta la legge delle guarentigie (una proposta di mediazione dello Stato italiano) e mobilita i cattolici alla disobbedienza civile contro l'Italia con la "Non expedit" del 1874.
Il suo atteggiamento conservatore emerge dalle prese di posizione contro la società moderna, per esempio con il "Sillabo" nel 1864 econ l'enciclica accompagnatoria "Quanta cura".
In politica estera stabilisce accordi e concordati con molti Stati europei: con la Russia nel 1847, con l'Austria nel 1855, con alcuni principati tedeschi nel 1857-61.
Avvia poi un'intensa attività missionaria, specialmente in Africa, ed tenta una riconciliazione con la Chiesa ortodossa.
Proclama il dogma dell'Immacolata Concezione nel 1854
Tra il 1869 ed il 1870 convoca il Concilio Vaticano I che proclama il dogma dell'infallibilità papale.



PAPA LEONE XIII

Leone XII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci nasce a Carpineto Romano, Roma nel 1810 e muore a Roma nel Roma 1903.
Nasce da una famiglia patrizia e giovanissimo viene avviato alla diplomazia vaticana
Nel 1832 è ammesso alla Accademia dei nobili ecclesiastici.
Nel 1837 viene ordinato sacerdotee tra il 1838 ed il 1841 è delegato pontificio a Benevento
ed a Perugia.
Nel 1843 è consacrato vescovo e riceve l'incarico di nunzio a Bruxelles.
Tra il 1846 ed il 1877 è vescovo a Perugia dove mostra grande fermezza nel difendere la Chiesa negli anni del Risorgimento: nel 1857 è creato cardinale e nel 1877 è nominato camerlengo.
Il 20 febbraio 1878 il conclave lo elegge successore di Pio IX.
La sua elezione, considerata una svolta liberale, dimostra invece di proseguire la politica di
Pio IX rifiutando di riconoscere l'annessione di Roma allo Stato italiano, non accettando la legge delle guarentigie e considerandosi prigioniero in Vaticano.
Credere ancora nella possibilità della restaurazione del potere temporale.
Per tale scopo si appoggia al governo austriaco ed al movimento legittimista nato in Francia.
In politica estera nel 1888 riceve il nuovo imperatore, Guglielmo II, appoggia il tentativo di riavvicinamento tra cattolici e anglicani promosso da lord C.L. Wood, marchese di Halifax
ed incrementa l'attività missionaria
Le sue encicliche: la "Diuturnum" del 1881 e la "Humanum genus" del 1884 ribadiscono la condanna del liberalismo e della democrazia pronunciata da Pio IX.
La "Immortale Dei" del 1885 e la "Libertas" del 1888, riconoscono le esigenze di libertà dei popoli.
Nel 1878 con l'enciclica "Quod Apostolici" pronuncia una solenne condanna del socialismo
e con la "Rerum novarum" del 1891 e la "Graves de communi re" del 1901esprime la sua sensibilità ai problemi sociali affermando la necessità del superamento della distinzione fra ricchi e poveri e la necessità di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori.



PAPA PIO X

Pio X, al secolo Giuseppe Sarto nasce a Riese, Treviso nel 1835 e muore nella
Città del Vaticano nel 1914.
Succede a Papa Leone XIII e siede sul soglio di Pietro dal 1903 al 1914.
Nasce da una modesta famiglia
Entra nel Seminario di Padova ed è ordinato sacerdote nel 1858 a Castelfranco Veneto.
Tra il 1858 ed il 1867 è cappellano di Tombolo, nella diocesi di Treviso e dal 1867 al 1875 parroco di Salzano in provincia di Venezia.
Nel 1884 viene consacrato Vescovo di Mantova.
Nel 1893 è Patriarca a Veneziae qui mostra le sue doti di pastore, curando la formazione
del clero, la musica sacra e la stampa cattolica.
Dopo pochi mesi dalla sua elezione promulga la sua prima enciclica "E supremi apostolatus cathedra" con cui fissa le linee del suo programma.
Pio X si dedica al clero ed alla sua promozione spirituale, liturgica e culturale: riordina il seminario romano, istituisce seminari regionali nell'Italia centro-meridionale, fonda il Pontificio Istituto Biblico.
Pio X Pubblica un catechismo unificato per tutte le diocesi italiane
Pellegrino apostolico, sulle orme dell'apostolo di cui aveva voluto portare il nome, compie numerosi e lunghi viaggi in tutto il mondo, senza contare quelli compiuti in Italia.
Il dialogo ecumenico riceve sotto Paolo VI uno slancio e uno sviluppo mai verificatisi nei precedenti pontificati: all'ottobre 1967 risale il suo incontro col patriarca ecumenico di Costantinopoli Atenagora I, ospite in Vaticano; il 23 febbraio 1966 si incontra con l'arcivescovo anglicano di Canterbury, M. Ramsey.
In ossequio al Concilio Vaticano II, le cui direttive attua con gradualità e con la costante preoccupazione di garantire l'unità della Chiesa, Paolo VI lavora per il rinnovamento delle strutture e delle istituzioni ecclesiali, internazionalizzando sempre più la Curia romana, ristrutturando l'ex Sant'Uffizio, abolendo l'Indice dei libri proibiti, istituendo nuovi organismi di consultazione (sinodo dei vescovi), di deliberazione (conferenze episcopali nazionali e continentali), di coordinamento (il "Consilium de Laicis", "Justitia et pax", "Cor unum", Comitato per la famiglia) e i vari segretariati (dei non cattolici, dei non cristiani, dei non credenti). Nell'intento di promuovere l'approfondimento della fede e della morale cristiane, creò una apposita Commissione teologica internazionale, cui affida lo studio dei problemi più rilevanti e delicati.
Nella sua prima enciclica, "Ecclesiam suam", Paolo VI illustra le linee programmatiche del suo pontificato:
una prospettiva di apertura ecumenica alle altre confessioni cristiane ed una dichiarata disponibilità al dialogo e al confronto con il mondo contemporaneo, nel riconoscimento del pluralismo delle sue condizioni sociali, culturali e politiche.
Con l'enciclica "Populorum Progressio", pubblicata il 26 marzo 1967, affronta la questione sociale in senso planetario, analizzando i dati del problema e ricercandone le cause.
Propone le opere da compiere a breve, a medio e a lungo termine per uno sviluppo integrale dell'uomo e uno sviluppo solidale dell'umanità.
Sostiene che "sviluppo è il nuovo nome della pace" e riconosce nell'universalismo del Vangelo, nella natura e nella missione della Chiesa la possibilità di dare un aiuto efficace sia alla presa di coscienza del problema, sia alla soluzione di esso.
L'enciclica di Paolo VI, "Humanae vitae", sulla regolazione delle nascite, riconferma in maniera decisa il costante insegnamento della Chiesa in materia di aborto, sterilizzazione e uso dei mezzi anticoncezionali.
Il 7 dicembre 1965 si incontrano il Pontefice Paolo VI e Antenagora, Patriarca di Costantinopoli.
Viene dichiarata solennemente la non sussistenza della scomunica pronunciata nel 1054, che diede vita allo scisma tra Cattolici e Ortodossi.
Negli ultimi decenni si moltiplicano i contatti delle diverse chiese fra loro e di queste con la chiesa cattolica che, dopo l'impulso iniziale promosso da Giovanni XXIII, trova in Paolo VI un continuatore convinto ed efficace: egli non trascura mai di dare direttive al <Segretariato per l'unione dei cristiani> da lui creato;
sollecita, ricambiato, frequenti incontri privati, corrispondenza bilaterale, gesti di cortesia, visite ufficiali con i capi di altre chiese: nel 1970 col supremo patriarca armeno, nel 1971 coi patriarchi siro-ortodossi di Antiochia, nel 1974 col patriarca copto-ortodosso di Alessandria.
L'attenzione ecumenica di Paolo VI si manifesta anche nel 1976 con le "lettere" al Primate anglicano sul sacerdozio delle donne; lo incontra poi personalmente nel 1977.



PAPA GIOVANNI PAOLO I

Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani nasce a Forno, Canale d'Agordo, Belluno nel 1912 e muore nella Città del Vaticano nel 1978.
Succede a Papa Paolo VI nel 1978 . E' Papa per soli trentaquattro giorni, dal 26 agosto al 29 settmbre 1978.
Nasce da famiglia operaia di tradizione socialista.
Compie gli studi nei seminari locali e nel 1953 è ordinato sacerdote.
Nel 1937, consegue il dottorato all'Università gregoriana e diviene vicedirettore del seminario di Belluno.
Nel 1958 Giovanni XXIII lo nomina vescovo di Vittorio Veneto
Nel 1969 divene patriarca a Venezia.
Dal 1972 al 1975 è vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Il 5 marzo 1973 è creato cardinale.
Eletto papa al terzo scrutinio del primo giorno del conclave, scelglie il nome di Giovanni Paolo a testimonianza della sua volontà di
coniugare le qualità di Papa Giovanni XXIII e quelle di Papa Paolo VI.
E' ricordato per la catechesi sobria e serena, per i suoi appelli all'infanzia e per il suo sorriso.



PAPA GIOVANNI PAOLO II

Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla nasce a Wadowice, Polonia, 1920.
Appartenente a una famiglia operaia di Cracovia. Nnel 1946 è ordinato sacerdote nella stessa città.
Conseguito il dottorato in filosofia e teologia a Roma e Cracovia, diviene professore di etica all'università cattolica di Dublino
e poi nella facoltà teologica di Cracovia.
Dal 1958 è vescovo ausiliare di Cracovia. Prende parte ai lavori del concilio Vaticano II.
Arcivescovo titolare di Cracovia dal 1964, è creato cardinale nel 1967 e viene chiamato a far parte di congregazioni vaticane.
La sua elezione a pontefice il 16 ottobre 1978, dopo un conclave durato tre giorni, suscita sorpresa e scalpore: è il primo papa non italiano
dal 1522, anno dell'elezione dell'olandese Adriano VI.
Formatosi in un contesto diverso dai precedenti pontefici, Giovanni Paolo II cerca di imprimere alla Chiesa un nuovo dinamismo ed un
maggiore rigore teologico e disciplinare.
Più lontano dei suoi predecessori dalle questioni interne italiane (conclude la revisione del concordato con lo Stato italiano), dedica molta attenzione alle vicende della Polonia.
Il 13 maggio 1981 viene ferito in piazza San Pietro in un attentato.
Con grande slancio missionario visita numerosi paesi in tutti i continenti.
Rivendica la centralità della gerarchia romana ed esprime la più rigorosa difesa dell'ortodossia nel dibattito sui problemi morali.
Ha parte importante nelle trasformazioni politiche dei paesi dell'Est.
Di rilievo storico sono gli incontri in Vaticano con Michail Gorbacëv nel 1988 e con il rabbino Israel Meir Lau nel 1993.
La "Redemptor hominis" è la prima enciclica di Giovanni Paolo II del 4 marzo 1979.
La lettera illustra la missione della Chiesa per l'uomo contemporaneo per difendere i suoi diritti fondamentali , favorire la sua ricerca della verità nella libertà e verso un progresso integrale.
Progresso che comporta il superamento di ogni sottosviluppo e di ogni discriminazione ideologica, socio-politica e religiosa.
Il 30 novembre 1980 emana l'enciclica "Dives in misericordia" : la misericordia divina intesa come la rivelazione di un piano d'amore
per l'uomo.
Della misericordia di Dio deve farsi carico la Chiesa, professandola come verità di fede e cercando di introdurla nella vita dei suoi fedeli e in quella di tutti gli uomini di buona volontà.
Misericordia intesa come perfetta incarnazione della giustizia tra gli uomini: condizione di riconciliazione e di perdono nei rapporti
dell'uomo con Dio e nelle reciproche relazioni tra gli uomini e nella società.
Il 14 settembre 1981 rende nota l'enciclica "Laborem exercens" che tratta del valore etico del lavoro ed insiste sulla dignità ed il primato
del lavoratore. Sostiene chi il lavoro non può essere degradato a "merce"ed invita ad assegnare al lavoro un posto centrale nella della politica sociale ed economica nell'ambito dei singoli paesi.
Tratta inoltre problemi quali la remunerazione del lavoro, la proprietà, la gestione delle unità produttive, la pianificazione del lavoro, il lavoro agricolo, il lavoro degli handicappati, il diritto di sciopero e l'emigrazione.
Il 19 febbraio 1988 viene pubblicata la "Sollicitudo rei socialis", cheÐ+€