
Attingono forza dal Signore
Si rafforzano, così, nella testimonianza:
"Per il resto, attingete forza nel Signore
e nel vigore della sua potenza". (Ef. 6, 10) e diffondono, ovunque, la Sua Parola nel
ricordo di ciò che è avvenuto nel Cenacolo,
a Pentecoste: " (…) essi furono tutti pieni di Spirito
Santo e cominciarono a parlare in altre lingue
come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
(…) Venuto quel fragore, la folla si radunò
e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva
parlare la propria lingua. (…) Allora Pietro, levatosi in piedi con
gli altri Undici, parlò a voce alta così
(…): Gesù di Nazareth uomo accreditato da
Dio presso di voi per mezzo di miracoli,
prodigi e segni, che Dio stesso operò fra
di voi per opera sua, (…) fu consegnato a
voi, e voi l'avete inchiodato sulla croce
per mano di empi e l'avete ucciso.
(…) Questo Gesù Dio l' ha risuscitato e noi
tutti ne siamo testimoni. (…)
Sappia dunque con certezza tutta la casa
di Israele che Dio ha costituito Signore
e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!>>". (At. 2, 4-36).
Chiedono forza per aiutare quei fratelli
che, provando sentimenti simili ai discepoli
di Emmaus, hanno bisogno di testimoni capaci
di contagiarli con la certezza che il Vangelo
contiene le risposte a tutte le domande.
François Mauriac, nella sua "Vita di Gesù" scrive:
"A chi di noi l'albergo di Emmaus non
è familiare?
Chi non ha camminato su questa strada, una
sera che tutto pareva perduto?
Il Cristo era morto in noi.
Ce l'avevano preso: il mondo, i filosofi
e gli scienziati, nostra passione.
Non esisteva più nessun Gesù per noi sulla
terra.
Noi seguivamo una strada, e qualcuno ci veniva
a lato.
Era la sera: ecco una porta aperta, l'oscurità
d'una sala ove la fiamma del caminetto non
rischiara che il suolo e fa tremolare le
ombre.
O Pane spezzato! O porzione del pane consumata malgrado tanta
miseria!
"Rimani con noi, poiché il giorno declina..." Il giorno declina. La vita finisce.
L'infanzia sembra più lontana che il principio
del mondo; e della giovinezza perduta non
sentiamo più altro che l'ultimo mormorio
degli alberi morti del parco irriconoscibile..."