
Testimoni mandati da Gesù
I Testimoni 2000 sanno che il primo modello
di missione rivolta a tutti gli uomini è
iniziato con Gesù .
La sua azione presenta differenze determinanti
nei confronti della fede di Israele e delle
religioni dei popoli vicini.
Israele si affida a Dio che ha liberato il
suo popolo dall'Egitto e attende il Messia
che viene a sconfiggere le nazioni pagane
e a ricostruire Israele. Le religioni dei
popoli vicini sono legate alla natura e ai
suoi cicli.
Alla nascita di Gesù, questo è il pensiero
prevalente.
La differenza tra Gesù e i gruppi religiosi
giudei del suo tempo è che la Sua missione
è verso tutti: percorre il paese ed invia
ovunque i discepoli.
Supera le strutture che escludono poveri,
lebbrosi, esattori di imposte o prostitute
e si accosta loro con semplicità.
La Sua missione aggrega gli oppressi e gli
oppressori, i poveri ed i ricchi, i retti
di cuore ed i peccatori. Tende a far crollare
l'inimicizia tra gli uomini: come Dio gratuitamente
perdona, anche l'uomo deve perdonare il suo
simile.
La sua azione abbatte le barriere, crea nei
discepoli la convinzione che l'alleanza di
Dio si estende oltre le frontiere d'Israele.
Soprattutto a coloro che sono ai margini
della società Gesù offre la possibilità di
una nuova vita, basata sulla realtà dell'amore
di Dio: possono stare a testa alta, sono
Suoi figli, Dio si prende cura di loro.
La missione di Gesù dimostra che è impossibile
amare Dio senza amare il prossimo.
Gesù proclama: "I tempi si sono compiuti, il Regno
di Dio è vicino, convertitevi e credete al
Vangelo"
(Mc. 1,14). E subito dopo sceglie i primi discepoli.
Questa concatenazione non è fortuita: i discepoli
sono chiamati ad essere missionari.
L'esperienza della Pasqua fa vedere ai discepoli
Gesù sotto una luce nuova: la croce è la
fine del vecchio mondo, la risurrezione è
l'irrompere del nuovo.
Con la Pasqua inizia la missione: Gesù attira
tutti a sé perché è il segno della vittoria
sul male e la missione è proclamare Gesù
incarnato, morto e risuscitato.
Nella Pentecoste lo Spirito li rende testimoni,
li spinge nel mondo avvolti dalla Sua forza.
Gli Atti degli Apostoli affermano che il
compito è affidato ad uomini deboli che sono
chiamati
a spiegare ciò che Dio ha operato e ancora
opera.
Gesù mette in crisi il possesso della ricchezza
ed il suo uso.
E con la parabola del buon Samaritano definisce
il prossimo come colui che ha bisogno di
aiuto e non può essere lasciato sui bordi
della strada.
I Testimoni 2000 sanno che se il cristiano
ricco praticasse la solidarietà con il povero,
darebbe un'enorme testimonianza.
Il Vangelo è lieto annuncio se i testimoni
aiutano chi soffre, si impegnano per la sorte
dei poveri e proclamano
l' Amore di Dio.
Tra i maggiori testimoni di Gesù è certamente
Paolo.
Nelle prime righe della lettera ai Romani,
riassume l'obiettivo della sua missione:
ha ricevuto da Gesù il dono di essere apostolo
per condurre alla fede i popoli pagani e
proclamare
l'Amore di Dio.
Per questo viaggia lungo tutta l'area mediterranea
e forma delle comunità capaci di opporsi
alle tentazioni del mondo.
Senza Gesù, l'umanità è destinata alla rovina:
"In nome di Dio, ve ne supplichiamo,
lasciatevi riconciliare con Dio" (2Cor. 5, 20).
Paolo dichiara che ciò che lo sospinge all'annuncio
è il timore del Signore: un servo fidato
che non vuole disattendere la fiducia in
lui riposta. Per questo "si fa servo di tutti, per guadagnarne
il più possibile"
(1Cor. 9, 19-23).
I Testimoni 2000 prendono coscienza del dono
ricevuto, provano gli stessi sentimenti degli
Apostoli e di Paolo e con coraggio e riconoscenza
proseguono il cammino della missione loro
affidata.