Testimoniano la misericordia
Nel Vangelo di Matteo l'esercizio della misericordia
è posto accanto alla mitezza, alla fame e
sete di giustizia come segni fondamentali
dei discepoli di Gesù.
La misericordia la ottengono tutti coloro
che tentano di imitare la misericordiosa
bontà di Dio.
Nella Bibbia, nel Libro dell'Esodo, Dio si
rivela a Mosè, che esprime il desiderio di
vedere la gloria dell'Onnipotente, come:
"Dio misericordioso e generoso, tardo
all'ira, ricco di tenerezza e di fedeltà."
(Es. 34, 6).
Dio, l'Onnipotente, Creatore e Signore del
cielo e della terra, del visibile e dell'invisibile
è bontà misericordiosa, tenerezza colma di
pietà sulla quale l'uomo può contare sempre
perché mai è disgiunta dalla fedeltà.
Nel libro del profeta Osea "Dio è un Padre nel quale l'orfano trova
compassione" (Os. 14, 4).
Al termine del libro del profeta Isaia, il
popolo ebraico è invitato a rivolgersi a
Dio con un canto bellissimo:
"Voglio ricordare i benefici del Signore,
le glorie del Signore,
quanto egli ha fatto per noi.
Egli è grande in bontà per la casa di Israele.
Egli ci trattò secondo il suo amore,
secondo la grandezza della sua misericordia". ( Is. 63, 7)
Dio risponde con generosità a tutti coloro
che gli elevano questo grido: " Pietà di me, Signore" (Salmo 6, 3).
E' il grido del bisognoso, del malato rivolto
a Gesù nel corso della sua vita terrena.
Lo stesso grido che è contenuto nei Salmi,
nel Vangelo e che viene ripetuto con Fede
e fiducia nelle celebrazioni liturgiche.
Quando i Testimoni 2000 imitano la generosità del Maestro significa
che rispondono, spontaneamente, ad ogni richiesta
di aiuto.
Nella Bibbia si legge:
" Figlio, non rifiutare il sostentamento
al povero,
non essere insensibile allo sguardo dei bisognosi.
Non rattristare un affamato,
non esasperare un uomo già in difficoltà.
Non turbare un cuore esasperato,
non negare un dono al bisognoso.
Non respingere la supplica di un povero,
non distogliere lo sguardo dall'indigente.
Da chi ti chiede non distogliere lo sguardo,
non offrire a nessuno l'occasione di maledirti,
perché se uno ti maledice con amarezza,
il suo creatore esaudirà la sua preghiera". (Sir. 4, 1-6)
In ogni uomo sofferente è presente Gesù.
Dio, misericordioso e compassionevole è ricco
di fedeltà colma di tenerezza.
Tale fedeltà si esprime nella creazione ed
in tutte le opere di tenerezza che compie
in noi o tramite noi.
"Io invece come olivo verdeggiante nella
casa di Dio
mi abbandono alla fedeltà di Dio" (Salmo 51, 10).
E' la fedeltà che fa trovare grazia presso
Dio ed ottiene la redenzione e l'espiazione
dei peccati.
Dio, attraverso la Sua Parola incarnata,
chiede ai Testimoni 2000 di amare non a parole
ma con i fatti e nella verità.
Non devono avere un amore "come una nube del mattino, come la
rugiada che all'alba svanisce". ( Os. 6, 4) ma amare i fratelli in pienezza.
Dio "che fa sorgere il suo sole sopra i
malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra
i giusti e sopra gli ingiusti"
(Mt. 5, 45)
rivela il Suo Amore agendo con misericordia
nei confronti di ogni uomo.
La Sua misericordia raggiunge il culmine
nell'incarnazione: Dio viene ad abitare in
mezzo al suo popolo, si fa uomo, conosce
la sofferenza e la debolezza umana.
Gesù indica chiaramente che per essere suoi
discepoli, è necessario che i Testimoni 2000
siano misericordiosi: "siate misericordiosi, come misericordioso
è il Padre vostro" (Lc. 6, 36).
Misericordiosi verso tutti gli uomini ed
in particolare verso gli oppressi ed i poveri.
Chi non vive e non opera con misericordia
non ha ancora aperto il cuore alla misericordia,
riversata con abbondanza su di Lui. Chi non
tenta di crescere, giorno dopo giorno, come
operatore di misericordia non otterrà misericordia:
"Beati i misericordiosi perché otterranno
misericordia". (Mt. 5, 7)
E' necessario comprendere che la salvezza
e la perfezione si possono conquistare soltanto
agendo con misericordia.
Al giovane ricco Gesù risponde: "Se vuoi essere perfetto, và, vendi
quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai
un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi". (Mt. 19, 21).
La misericordia è la perfezione del comandamento
dell'Amore.
Non è possibile accogliere con profonda gratitudine
i doni di Dio se non si identificano come
mezzi del Suo Amore.
Il regno dei cieli è promesso a coloro che
davanti a Dio si riconoscono come mendicanti
"Beati i poveri in spirito, perché di
essi è il regno dei cieli". (Mt. 5, 3).
I Testimoni 2000 operano con misericordia
se augurano ai fratelli di fare esperienza
dell'Amore di Dio che rende felici.
I Testimoni 2000, misericordiosi nelle opere
ma, soprattutto nel cuore, mostrano ai fratelli
quanto grande può essere la misericordia
di Dio.
Quando essi riconoscono Gesù nel fratello
sofferente esplode in loro la riconoscenza,
diventano coscienti di poter essere misericordiosi
poiché Dio usa misericordia verso di loro.
Ogni qual volta i Testimoni 2000 riconoscono
Gesù nel fratello che soffre provano un forte
sentimento di confidenza in Dio, Padre di
misericordia, un sentimento di intimità che
li rende forti e sicuri.
La misericordia è una forma della carità
diffusa nel cuore, dallo Spirito Santo.
"Il frutto dello Spirito (…) è amore,
gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, dominio di sé"
(Gal. 5, 22) non sono altro che ulteriori definizioni
della misericordia e quindi della carità.
Nel Vecchio Testamento Dio lascia intravedere
a Mosè la Sua misericordia: "Ho osservato la miseria del mio popolo
in Egitto e ho udito il suo grido (…) conosco
infatti le sue sofferenze. Sono sceso per
liberarlo" (Es. 3, 7-8).
Con l'incarnazione queste parole divine prendono
consistenza e permettono di affermare:
"Noi abbiamo riconosciuto e creduto
all'amore che Dio ha per noi. Dio è a